Mi sono imbattuto per caso in questa cosa.
Non è - come si penserebbe - l'ennesima fregatura, ma sembra essere una cosa con serie basi.
Naturalmente bisogna capire subito come farlo: non è psicologia, perchè non si generano diagnosi. Non è consulenza, perchè non ci sono esperti che insegnano a inesperti. Non è neppure 'consueling', perchè non c'è un 'vecchio' che affianca un 'giovane' fornendogli soluzioni applicabili.
Il coaching è un rapporto tra pari grado, in cui uno, il coachee, ha UN OBIETTIVO da raggiungere, ed una somma di potenzialità più o meno inespresse dentro di sè; l'altro, il coach, invece non dà consigli o istruzioni, ma aiuta il suo coachee nel percorso di attuazione dei suoi progetti, stimolando solo la riflessione e aiutandolo nel chiarirsi le idee.
Si parte dal concetto basilare che ogni essere umano ha delle sue specifiche capacità (come confutare questo assunto?), e che ogni essere umano - nei suoi percorsi di crescita - può solo fare conto su quelle capacità, più o meno rinforzate da processi di ulteriore acquisizione di competenze ed abilità (anche qui La Palisse andrebbe a nozze).
Da questa base si arriva all'attività specifica di coaching: il coach aiuta il coachee SOLO a esplicitare fuori di sè le competenze che il coachee stesso sa di avere, e vigila affinché il coachee strutturi un percorso di crescita personale 'in linea' con gli obiettivi che si è posto.
Il coach, anche se magari sa bene di che si sta parlando, non interviene mai in prima persona, nè direttamente nè con consigli o consulenze, all'interno del processo di realizzazione dell'obbiettivo del coachee: il suo ruolo è quello di stimolare il coachee a creare un piano d'azione per lui realizzabile con le sue forze e le sue capacità, ed osservare che le successive azioni del coachee siano sempre in sintonia con tale progetto.
In questo assomiglia molto alla maieutica socratica: io so di non sapere, ma sono come una ostetrica, che mi adopero affinchè tu possa far nascere da dentro di te la conoscenza delle tue possibilità e delle tue capacità: cioè la tua sapienza.
Affascinante.
(come un Blog dovrebbe essere)
mercoledì 18 giugno 2008
martedì 15 aprile 2008
Sono rimasto di sale...
Beh, devo dire che è proprio la prima volta che mi succede. Non che io frequenti chissà quali ambienti, ma...
Andiamo per gradi. L'altra sera ero a teatro, dietro le quinte, in attesa di entrare in scena. Ero in fondo ad una piccola scalinata, cinque gradini, ma un po' bui.
Ad un certo momento in cima alla scaletta appare la nostra costumista, una donna molto giovanile e dinamica, e sempre con i tacchi altissimi. Inizia a scendere le scale, ma mi sembra titubante, insicura...
Quasi automaticamente, e -confesso- un po' galantemente, le porgo una mano a cui aggrapparsi: e lei cosa fa?
Lei, sorridente e convinta, mi dà un... CINQUE!
Un cinque, capisci?
Ancora non ci credo, e rido da solo se ci penso...
Forse ha ragione il mio amico: troppo abituata a dare i due (di picche)!
Andiamo per gradi. L'altra sera ero a teatro, dietro le quinte, in attesa di entrare in scena. Ero in fondo ad una piccola scalinata, cinque gradini, ma un po' bui.
Ad un certo momento in cima alla scaletta appare la nostra costumista, una donna molto giovanile e dinamica, e sempre con i tacchi altissimi. Inizia a scendere le scale, ma mi sembra titubante, insicura...
Quasi automaticamente, e -confesso- un po' galantemente, le porgo una mano a cui aggrapparsi: e lei cosa fa?
Lei, sorridente e convinta, mi dà un... CINQUE!
Un cinque, capisci?
Ancora non ci credo, e rido da solo se ci penso...
Forse ha ragione il mio amico: troppo abituata a dare i due (di picche)!
domenica 13 aprile 2008
E vai! Anche la prima replica è ok!
La prima replica è andata bene anche lei. Temevo un grosso calo della mia concentrazione, e purtroppo c'è stato. Sono arrivato in teatro con pochissime energie, come svuotato dopo venerdì sera. Ho capito subito che sarebbe stata dura: e così è stato. Subito nel balletto iniziale ho mancato un movimento, ma sono riuscito a compensare... Poi ho cannato una pausa scenica, sovrapponendomi ad un applauso, con il risultato di vanificare la battuta successiva: per fortuna il capocomico ha rimediato improvvisando! E ancora nel secondo tempo ho avuto una incertezza nel balletto centrale. Però non ho cannato nulla nei due finali di tempo: cosa che invece ho fatto nel debutto. Sono comunque contento, anche perché dalla sala -mi dicono- non ci si è accorti di niente! E vai!!!
sabato 12 aprile 2008
Debutto alla grande!

Dopo la grande paura di prendere papere o di sbagliare passi, la 'prima' è passata. E molto bene anche. Stasera la prima replica: adesso il rischio è la caduta di concentrazione. Ma al pubblico è piaciuta, e questo è quello che conta per noi: l'applauso scrosciante!
venerdì 11 aprile 2008
giovedì 10 aprile 2008
Ieri sera prova generale
Oh oh! Non l'avevo ancora scritto: mi diletto di teatro.
E ieri sera c'è stata la prova generale (domani, venerdì, la 'prima').
Chi non ci è mai passato, probabilmente non lo sa: quando arriva la prova generale, in Compagnia si vive il momento più teso di tutta la stagione.
Ogni attore, anche l'ultima comparsina, diventa nervosissimo; tutti ci tengono a fare bene. E stranamente nessuno riesce più ad ascoltare alcun consiglio di colleghi ed amici senza perdere le staffe ed inveire loro contro senza ritegno; a meno che il consiglio (o in questo caso si dice rimprovero?) non venga direttamente da Lui, il regista: in tal caso il sentimento che viene generato è un misto di riconoscenza (per averti spiegato cosa stai sbagliando) e di apprensione (oddio, ma sono proprio io quello che non va? Mi leverà la parte?).
Alcuni manifestano questa sindrome già un paio di settimane prima: acuto nervosismo, insofferenza a tutto, a volte invece aperta ed eccessiva spavalderia, ostentazione di una sicurezza mai avuta prima... E sempre un pessimo rapporto con i colleghi alle ultime prove.
Io di norma sono piuttosto freddo, controllato, aperto all'ascolto ed ai consigli (il che non significa che li seguo sempre: li prendo in considerazione, ecco). Ma stavolta il panico da prova generale ha colpito anche me.
La mattina di ieri ero disfatto, stanco, incapace di affrontare qualsiasi difficoltà o imprevisto: insomma, una schifezza. Questo non è da me, chi mi conosce lo sa, e anche io me ne sono preoccupato (sai, le menate tipo: l'età, non recupero più gli strapazzi come una volta, dovrei dormire di più, chissà come mai oggi mi sento così...). Anche le solite attività che normalmente uso per farmi 'morale' sembravano non funzionare: che sia anch'io sull'orlo di una depressione - pensavo - io che credevo di esserne immune...
Poi piano piano verso tardo pomeriggio ho realizzato: non era depressione, età, stress...
Era panico.
Ansia allo stato puro (questa sì che mi appartiene), che mi bloccava ogni reazione, ogni iniziativa, ogni ... tutto!
Detto, fatto! Capito, risolto: un buon momento di concentrazione (ma è più bello dire 'di training', che fa più misterioso...), poi svuotare la mente da ogni punto del programma che avrei svolto nella serata, ed applicarsi in qualcosa di poco impegnativo MA diverso.
Un'ora prima della prova ero completamente guarito: energia sufficiente, concentrazione a 1000, determinazione e sense of umor q.b.
E la prova come è andata?
Dal 7 all'8.
Buono il recitato, buoni 2 balletti su 3: il terzo l'ho toppato tutto, ma ho anche capito dove, e per domani non ci sarà storia....
E ieri sera c'è stata la prova generale (domani, venerdì, la 'prima').
Chi non ci è mai passato, probabilmente non lo sa: quando arriva la prova generale, in Compagnia si vive il momento più teso di tutta la stagione.
Ogni attore, anche l'ultima comparsina, diventa nervosissimo; tutti ci tengono a fare bene. E stranamente nessuno riesce più ad ascoltare alcun consiglio di colleghi ed amici senza perdere le staffe ed inveire loro contro senza ritegno; a meno che il consiglio (o in questo caso si dice rimprovero?) non venga direttamente da Lui, il regista: in tal caso il sentimento che viene generato è un misto di riconoscenza (per averti spiegato cosa stai sbagliando) e di apprensione (oddio, ma sono proprio io quello che non va? Mi leverà la parte?).
Alcuni manifestano questa sindrome già un paio di settimane prima: acuto nervosismo, insofferenza a tutto, a volte invece aperta ed eccessiva spavalderia, ostentazione di una sicurezza mai avuta prima... E sempre un pessimo rapporto con i colleghi alle ultime prove.
Io di norma sono piuttosto freddo, controllato, aperto all'ascolto ed ai consigli (il che non significa che li seguo sempre: li prendo in considerazione, ecco). Ma stavolta il panico da prova generale ha colpito anche me.
La mattina di ieri ero disfatto, stanco, incapace di affrontare qualsiasi difficoltà o imprevisto: insomma, una schifezza. Questo non è da me, chi mi conosce lo sa, e anche io me ne sono preoccupato (sai, le menate tipo: l'età, non recupero più gli strapazzi come una volta, dovrei dormire di più, chissà come mai oggi mi sento così...). Anche le solite attività che normalmente uso per farmi 'morale' sembravano non funzionare: che sia anch'io sull'orlo di una depressione - pensavo - io che credevo di esserne immune...
Poi piano piano verso tardo pomeriggio ho realizzato: non era depressione, età, stress...
Era panico.
Ansia allo stato puro (questa sì che mi appartiene), che mi bloccava ogni reazione, ogni iniziativa, ogni ... tutto!
Detto, fatto! Capito, risolto: un buon momento di concentrazione (ma è più bello dire 'di training', che fa più misterioso...), poi svuotare la mente da ogni punto del programma che avrei svolto nella serata, ed applicarsi in qualcosa di poco impegnativo MA diverso.
Un'ora prima della prova ero completamente guarito: energia sufficiente, concentrazione a 1000, determinazione e sense of umor q.b.
E la prova come è andata?
Dal 7 all'8.
Buono il recitato, buoni 2 balletti su 3: il terzo l'ho toppato tutto, ma ho anche capito dove, e per domani non ci sarà storia....
Iscriviti a:
Post (Atom)
