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martedì 4 febbraio 2014

If... (Mario Biondi)

(Dedicato a Edoardo)

Look around: time is fast.
Take your time
believe in who you are.
Don't be afraid
take another day to use...

If you really love the life you live
nothing's wrong with liberty,
if you just don't forgive
the things you've done
when you were young.

And now, time is always on the run:
never change your mind
if you believe in who you think you are!

lunedì 3 febbraio 2014

18 magnifici anni

Ci sono voluti 18 anni per vederti crescere cosi' in fretta...
Ci sono voluti 18 anni per conoscerti ogni giorno di piú...
Ci sono voluti 18 anni per capire quanto bene ti possiamo volere...
Ci sono voluti 18 anni per scoprire come tu possa essere speciale...
Ci abbiamo impiegato 18 bellissimi anni per sapere quello che già sapevamo da sempre; 18 anni entusiasmanti per essere pronti oggi a dirtelo.
Buon compleanno, Tesoro Nostro!
Ti vogliamo un gran mucchio di bene!

giovedì 26 dicembre 2013

L'Angelo nuovo

C'era molto fermento quella sera. Come ogni notte di Vigilia di Natale, su nel Paradiso gli Angeli del Signore si apprestavano a volare per i Presepi del mondo per annunciare in ogni casa la Buona Novella. E proprio come ogni Natale, i nuovi Angeli, quelli nominati nell'anno, avevano il loro debutto proprio quella sera.
E per questo molti tra loro erano ansiosi...

lunedì 9 dicembre 2013

Otto dicembre

Credi che l'ultimo momento della vita di una persona che ti é cara rappresenti una sorta di evento, a cui non puoi permetterti di mancare. Che da quella occasione scaturira' e ti restera' il ricordo piú indelebile di lui. Che in quell'ultimo istante le sue ultime parole resteranno per sempre scolpite nel marmo, che mai potrai scordare quell'attimo di saggezza che ti viene regalato in quegli attimi.
E sei convinto che da quel momento in poi vivrai in quella nuova luce, rivelata.

Poi lo vivi.

A quel momento ti ci avvicini in un calvario, con l'impietosa devastazione del trascorrere della umanita' malata che insinua un lento decadimento fisico, cosicche' un nuovo lui prende prepotente il sopravvento sul tuo Idealizzato, strappandogli da dosso brandelli di dignita'.
Avanzi nell'attesa, e pur t'accorgi che lui non é nemmeno piú, anche se si affanna a sopravvivere sotto il tuo sguardo costernato e impotente.
E ti ritrovi che il momento piu' memorabile del vostro rapporto non contiene nulla di bello, nulla affatto di memorabile: é un commiato, doloroso, senza nulla che valeva la pena davvero di scolpire nemmeno sulla sabbia dilavata dalle onde del mare.

Solo allora capisci che l'importanza di quel momento é solo questo: il commiato.
Mentre tutto quello che val la pena di ricordare é invece accaduto pian piano durante tutta la vita che hai vissuto con quella persona, tutto quello che lui ha fatto per te e quello che tu hai fatto con lui, tutto quello che hai imparato da lui, e che a lui hai dato.
Questo, e nient'altro, é la perla di saggezza che ti ha regalato. Ma l'ha fatto durante una vita intera, un po' alla volta, anche se tu non te ne sei mai accorto.
E poco importa quale peso ha la sporta dei ricordi: tanti o pochi, sono i suoi, i tuoi, i vostri. Questa é la luce in cui tu continuerai a vivere.
E lui con te.

giovedì 5 dicembre 2013

Mani d'amore

La mia mano si perdeva
trovando sicurezza tra le tue.
Era un momento straordinario
quando tu eri solo il mio tutto.

La mia mano avida cercava
il sostegno nel tepore della tua.
Stavo iniziando a camminare
nel mondo in cui tu mi eri dio.

La mia mano serrata ha posto
le nocche contro il tuo pugno.
Imparavo la lezione del vivere
mentre per me eri solo padre.

Le nostre mani si sono strette
In una forte presa cameratesca.
Per me eri pienamente un uomo
quando io vivevo la mia strada.

La tua mano ormai già stanca
ha cercato altra forza nella mia.
Io che ora già stringo altre mani
ti ritrovo amabilmente fragile.

I tuoi occhi che han visto molto
ora sembran sazi di luci terrene.
Io cuore affranto colla mia mano
slancero' la tua nell'ultimo volo.

martedì 2 ottobre 2012

Il rumore di un cuore

Questa poesia mi è stata suggerita per caso da una persona cara (grazie!), e mi è parsa molto bella, e molto vera. L'autrice dovrebbe essere di nazionalità irlandese, anche se non ne conosco il nome. Peò lo scritto a mio avviso ha influenze sudamericane, o quantomeno spagnole...


Se un piatto o un bicchiere cadono a terra senti un rumore fragoroso.
Lo stesso succede se una finestra sbatte, se si rompe la gamba di un tavolo o se un quadro si stacca dalla parete.
Ma il cuore, quando si spezza, lo fa in assoluto silenzio.

martedì 7 agosto 2012

Essere o apparire?


Una cara Amica (Grazie!) mi ha segnalato questa poesia, che ho trovato molto bella, e molto vera.
La pubblico qui, prima che l'oblio me la porti lontano! 

La semplicità

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.

Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,sentire gli odori delle cose,
catturarne l'anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore.

(Alda Merini)

venerdì 6 maggio 2011

Festa della mamma: faranno un nuovo reality, le prime indiscrezioni.

Proprio nel giorno della festa della mamma, si vocifera di un nuovo reality in fase di programmazione. Queste le prime indiscrezioni sul 'format':
Sei uomini sposati saranno bloccati su un'isola con una macchina e tre bambini ciascuno per 6 settimane.
Ogni bambino farà due sport e frequenterà lezioni di musica o danza.
Non è disponibile il fast food.
Ogni uomo deve occuparsi dei suoi tre figli, avere la casa pulita, aiutare i bambini con i compiti ed i lavoretti della scuola.
Cucinare, lavare e pagare un elenco delle fatture (false), con una quantità di soldi insufficiente. Devono inoltre assicurarsi di avere il denaro per i pasti di ogni settimana.
Ogni uomo deve ricordare i compleanni di tutti gli amici e famiglia e chiamare anche il giorno esatto.
Inoltre, deve portare ogni bambino a una visita dal medico, dal dentista e dal parrucchiere per un taglio di capelli.
Deve anche preparare tramezzini, panini e torte per la festa di compleanno.
Deve cucire un costume di fiore o di frutta per ogni bambino.
Ogni uomo è responsabile della decorazione della casa, di mettere un vaso con i fiori e tenere in ordine tutto in ogni momento.
I partecipanti hanno accesso solo alla televisione quando i bambini dormono e tutti i lavori sono fatti; anche allora, è possibile che il telecomando sia controllato da qualcun altro.
Gli uomini devono radersi le gambe, truccarsi ogni giorno, ornarsi con i gioielli, indossare scarpe scomode, ma eleganti, tenere le unghie dipinte e le sopracciglia perfettamente depilate.
Durante una delle sei settimane, gli uomini soffriranno di crampi addominali e mal di schiena, e inspiegabili cambi di umore, ma non possono lamentarsi o rallentare la loro attività.
Essi devono partecipare alle riunioni della scuola e del condominio e trovare il tempo almeno una volta alla settimana per andare un pomeriggio al parco.
Devono leggere un libro ai bambini ogni sera e la mattina preparare la colazione, vestirli, ricordargli di lavare i denti e pettinarli tutto prima dalle 8:00.
Si farà un test alla fine e ogni genitore deve ricordare tutte queste informazioni: compleanno, altezza, peso, taglia, numero di scarpe, nome del pediatra, lunghezza e peso alla nascita, tempo che è durato il parto, colore preferito di ogni bambino, cibo preferito, canzone preferita, bevanda preferita, giocattolo preferito, la più grande paura e quello che vogliono essere da grandi.
Tutto questo deve essere fatto mentre si lavora a tempo pieno (preferibilmente) o part time per contribuire al reddito familiare.

I bambini voteranno chi deve lasciare l'isola in base al suo comportamento ...
L'ultimo uomo vince solo se .... ha ancora abbastanza energia per fare sesso con sua moglie, durante una pausa pubblicitaria...

Se un uomo vince, può continuare il gioco finché vince; dopo circa 18-25 anni finalmente conquista il diritto a essere chiamato "MAMMA".
(Grazie a Carla, che me l'ha inviata)

martedì 19 aprile 2011

Thinking about: L'opportunità nascosta al di là del mare.

Aprile 2011 - L'opportunità nascosta al di là del mare.

Le popolazioni del Nord Africa in questi giorni si stanno ribellando ai loro governanti. E' una vicenda che tocca marginalmente noi europei...
O almeno così crediamo vedendo gli approcci che hanno al problema i governi dell'Europa Unita: chi se ne preoccupa (Italia, Grecia..) lo fa pensando ai danni che un possibile flusso migratorio può provocare al loro territorio; chi non vuole sentirne parlare (Belgio, Germania...) lo fa pensando che il problema sia solo di quegli stati che i migranti li dovranno ricevere; e chi infine ne parla in chiave di bombardieri e lanciamissili (Francia, Inghilterra...) è perchè risulta interessato al valore economico dell'evento bellico, il quale provocherà un cambiamento, se non proprio della musica politica di queste zone, almeno nei relativi suonatori, che si suppone saranno 'riconoscenti' verso le nazioni 'amiche', offrendo a queste 'opportunità' economiche (leggi contratti per l'estrazione di petrolio e gas naturale).
Guardando i notiziari in queste sere, nei filmati vediamo queste popolazioni nordafricane, arabe, in un modo molto diverso dallo stereotipo a cui da sempre siamo abituati, e ciò mi fa specie. La tv satellitare ci mostra scene di guerriglia urbana: però non sono più popolate da poveracci bendati con pezze luride che macellano altri poveracci con le stesse guisa in nome di un satrapo locale, o tutt'al più di un Dio medioevale, bensì uomini (e - udite udite - anche donne) spesso ben vestiti, probabilmente con una preparazione culturale media superiore a quella di tanti irregolari che si trascinano per le nostre piazze, e con redditi dignitosi, i quali chiedono (spesso parlando un italiano accettabile, ma quasi sempre un inglese o un francese più che buono) libertà "politiche".
Ci stiamo accorgendo che l'era dell'arabo = uomo-del-cammello sta volgendo al termine, e con lui probabilmente stanno tramontando anche molte delle caratteristiche sociali, degli usi e costumi, delle differenze culturali che hanno reso difficile, anche in tempi recenti, la nostra convivenza con questi popoli.
Poi torni a soffermarti sui singoli avvenimenti di cronaca, torni ai morti ammazzati ed alle cariche della polizia contro i manifestanti (d'un tratto li scopri tutt'altro che pacifici ed inermi) e inevitabilmente si affaccia al nostro cervello l'italianissima chiave andreottiana per la lettura degli eventi: ma chi c'è dietro tutti questi fatti?
La paura immediata, il nostro fantasma irrisolto dell'undici settembre, suggerisce immediatamente che il vento di rivolta sia soffiato direttamente dalla bocca (e dalle tasche) dell'inafferrabile Bin Laden, con la sua organizzazione Al Qaida.
E d'altronde: dove imperversa di più questa rivolta?
In Egitto, paese storicamente 'amico' dell'occidente, anche perchè è più interessato a far visitare le sue località turistiche che non a vendere il suo petrolio: gli 'infedeli' devono potersi fidare degli Egiziani, altrimenti non verranno a vedere le piramidi o a nuotare nel mar rosso.
In Tunisia e (parzialmente) in Algeria: paesi storicamente moderati, con una lunga esperienza di dominazione francese alle spalle, ed una cultura occidentale già in parte sdoganata tra gli abitanti, che infatti non sono così integralisti come in altri luoghi arabi.
In Libia: altro paese 'moderato'... Vedo già le facce a punto di domanda: moderato? Nel senso che pur nell'anormalità dei comportamenti del suo leader, Gheddafi non era esattamente allineato alle posizioni politiche e religiose desiderate dall'Osama più importante (l'altro, che per la verità si chiama 'Obama', quanto a popolarità e ad importanza mi sembra in netto declino...): il satrapuccio libico in effetti faceva un po' quel che gli pareva a casa sua (Haarem e Bunga-Bunga inclusi) ma alla fine garantiva - al di là delle turbolenze verbali, ricorrenti e con studiata cadenza periodica - una stabilità di rapporti anche economici nella regione. 'Stabilità' per essere un Arabo nell'accezione europea del termine, ovviamente.
E potremmo continuare: in Siria, in Barein, in Oman...
Insomma l'idea che 'dietro' a queste sommosse militar-intellettuali ci siano gli interessi di Al Qaida ci ha sfiorato ben più che qualche volta.
Invece i governanti europei, loro che sono ben informati, ci rassicurano: sì, in effetti abbiamo notizia di qualche terrorista infiltrato tra i manifestanti, ma sono frange minoritarie, che tuttalpiù appoggiano questo grande movimento pacifico di rivolta verso i dittatori di sempre ed alla ricerca di libertà inalienabili. E continuano: dobbiamo salutare come benvenuta questa eccezionale onda di sollevamento popolare verso una presa di coscienza collettiva finalmente anche in quest'area, dove intere popolazioni stanno combattendo per la libertà e per il futuro.
Il fatto che il petrolio (ed il gas) e lo sbocco regionale sul mare non siano mai citati in questi discorsi avvalorerebbe la tesi che sia questa la vera motivazione della pulsione libertaria dei popoli nordafricani (oltre a spiegare l'ansia che hanno Francesi, Inglesi ed Americani di dare una dura lezione alla Gheddafi & figli...), ma lasciamo correre.
Come dovremmo lasciar correre sul fatto che magari c'è anche della gente, una parte di queste popolazioni, che questo cambiamento non lo desidera, e noi glielo stiamo democraticamente imponendo con i cacciabombardieri... ma tant'è: questo non è l'Afghanistan, o l'Iraq. E Obama - pur emulando in tutto (risoluzioni ONU incluse) George il giovane - in questo caso sta operando benissimo, con piena ragione...
Ma al di là dei giacimenti di gas, di Al Qaida, dei tiranni nepotisti, del petrolio, dei guerrafondai, una cosa resta: questi popoli stanno davvero sacrificando vite, spesso giovani vite, di uomini e di donne, per un valore. Confuso e sbiadito finchè si vuole, ma pur sempre valore è: la libertà. E con questa il progresso.
Ed allora, se - malgrado tutto quello che abbiamo detto prima - fossimo davvero sull'orlo di un cambiamento epocale nell'area?
Se davvero fosse giunto il momento in cui il Nordafrica si libera dalle pesanti sovrastrutture medioevali in cui è imprigionato da secoli, e si affaccia al convivio del mondo contemporaneo, non proprio libero, ma sicuramente sviluppato?
Al solo pensiero mi manca il fiato!
C'è nel NordAfrica una intera area geografica contigua, accomunata da lingua e religione sostanzialmente comuni (che significa una coesione di
fondo che la nostra Europa Unita manco lontanamente può sognarsi), che adesso è carente di tutto, che ha spazi e manodopera in sovrannumero, che ha risorse naturali stupefacenti, la quale d'un tratto potrebbe decidere che è ora di svegliarsi, di entrare nella lotta economica, di prendersi il posto nel mondo che a loro spetta di diritto.


Milioni di cittadini originari in quest'area sono oggi diasporati in tutta la vecchia Europa, ne conoscono le lingue, i costumi ed i segreti, anche produttivi; ma ne conoscono anche i limiti, politici e caratteriali. Tutti questi ingredienti possono generare un mix detonante, e spingere tutta l'Africa sopra il Sahara verso un boom economico pari almeno a quello dell'odierna India.
Potremmo essere di fronte ad un inizio: l'inizio di un periodo di sviluppo perentorio e vorace, in cui il motore trainante diventa l'Africa mediterranea, in stretta competizione con i giganti gialli e indù.
E dopo il declino economico dei paesi del Blocco Ex Sovietico, potremmo assistere al declino economico del Vecchio Mondo, svogliato ed (ex-)opulento, con il relativo spostamento del baricentro economico regionale, che si allontanerà dall'asse Bonn-Parigi, riposizionandosi sulle sponde meridionali del mare nostrum.
Se si tratta di un sommovimento epocale, ben poco potremo fare noi per contrastarlo, fosse solo per rallentarne la corsa. Ci vorranno una decina d'anni, ma succederà. I nostri politici italioti non riusciranno a organizzare nulla per impedirlo: ma anche se alzassimo gli occhi al di sopra del nostro orticello fatto di processi brevi, calciatori beoti e spogliarelliste dedite al lavoro più vecchio (e redditizio) del mondo, e provassimo a guardare all'Europa quale baluardo di secolari privilegi economici e di pregressi dominii culturali... non ci resterebbe che lasciar cadere a terra le nostre braccia (e non solo quelle, temo): nessuno farà nulla, paralizzati come tutti siamo nel timore di avvantaggiare un altro staterello membro a discapito del nostro.
Eppure c'è una opportunità nascosta in questo scenario: se il baricentro economico dell'area si sposterà, se davvero si posizionerà nelle acque più calde sotto la Sicilia (ma anche sotto il Peloponneso, o sotto Gibilterra), l'importanza strategica appunto della nostra Sicilia (e di tutta la penisola Italiana, partendo dal profondo sud per risalire via via verso il centro lo Stivale) aumenterebbe enormemente.
Merci e persone, flussi economici e migratori percorrerebbero le antiche vie, ma in senso inverso: passando attraverso l'Italia, le popolazioni europee raggiungeranno Lampedusa, che diventerebbe la porta di ingresso verso il benessere... ma stavolta il paese di Bengodi tornerebbe a situarsi al di là del mare. E l'Italia potrebbe in un futuro non così lontano rappresentare di nuovo la cerniera di congiunzione tra mondo ricco e mondo povero: solo che allora saranno i 'visi pallidi', noi europei, a cercare di trasferirsi in NordAfrica, nella Repubblica della Mezzaluna d'Oro.
Aspettando il nuovo flusso di 'bianchi sbiaditi' verso le terre del sole, servirebbe che la nostra prossima Classe Politica (il maiuscolo è una forma di rispetto per quella che verrà, poichè non è applicabile a quella odierna), archiviato il periodo Ruby-Rubacuori, iniziasse a pensare a come cavalcare questa opportunità: la nostra penisola sembra posizionata appositamente per fungere da 'ponte' tra le due aree, e se sapranno investire in infrastrutture per potenziarle adeguatamente, se sapranno investire in formazione dei nostri giovani, non più costretti per una volta a risalire lo stivale per tentare di migliorare il loro status, forse il nostro Sud dimenticato e penalizzato potrà trasformarsi da Periferia dell'Impero a cuore del Nuovo Mediterraneo.
Dobbiamo però sbrigarci, perchè di Sicilia ce n'è solamente una, ed il suo ruolo sarà talmente importante che se non ci investiamo in fretta andrà a finire che i Siciliani reclameranno di poter vivere la loro opportunità e, come i nostri leghisti continuano a suggerire, opteranno per la scissione dall'Italietta per fare finalmente da soli...
O magari (parafrasando una barzelletta nordista) si faranno invadere dalla Tunisia, per poi essere annessi a pieno titolo alla costituenda Repubblica della Mezzaluna d'Oro.

giovedì 7 aprile 2011

Storiella di marketing

Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: 
«Sono cieco, aiutatemi per favore» 
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. 
Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase. 
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote. Il non vedente riconobbe il 
passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.   
Il pubblicitario rispose: 
"Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo"
Sorrise e se ne andò.   
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:
"Oggi è primavera e io non posso vederla". 

Morale: Quando le cose non vanno come vorresti cambia la tua strategia e vedrai che poi andrà meglio. 

martedì 22 febbraio 2011

Uomini....

Sandra Bonzi per la cronaca è la moglie di Bisio
SANDRA BONZI
Pur rendendomi conto che nel trionfo di Pm10, benzene, ossidi di azoto e monossido di carbonio nei quali siamo immersi l'idea stessa di prevenzione sia abbastanza ridicola, io non mi arrendo e mi ostino a provarci. Ma nonostante chili di arance e kiwi, litri di centrifughe carote, mele e zenzero, bustine di papaya liofilizzata, pasticche di Echinacea, impacchi di pompelmo rosa e olii essenziali bruciati in casa come se fossimo in un tempio buddista, l'influenza è arrivata. L'IMPORTANTE è che non colpisca mio marito. Perché io posso reggere tutto - le barzellette del premier, il filo interdentale della Minetti e perfino la contemporaneità tra l'ennesima ondata di pidocchi a scuola e la lavatrice rotta - ma non mio marito che con un raffreddore si trasforma in una noiosissima lagna. Essendo dotata - come tutte le donne - di una salute di ferro, sono sempre stata io ad accudire i miei in tutti i malanni possibili. Ho fatto brodini e passati di verdure, spremute, spugnature, misurato febbri, letto storie, distribuito medicinali.

Ma quest'anno l'influenza ha colpito anche me. Per essere più precisi ha steso l'intera famiglia a eccezione di mio marito. Un nosocomio. «Non preoccuparti amore - ha dichiarato lui, orgoglioso di poter finalmente dare un senso al suo inespresso ruolo di capobranco - Adesso c'è papi che si occupa di tutto». Sono stramazzata. Ci sono parole che non posso più sentire senza un brivido lungo la schiena. Ma con 40 di febbre, mi sono fidata e mi sono addormentata. Poco dopo, mi ha svegliata. «Scusa amore - ha sussurrato - vorrei farti una spremuta, ma dov'è lo spremiagrumi? E soprattutto dove sono le arance?». Ho grugnito e sono risprofondata nelle tenebre, dalle quali mi sono sentita strappare presto. Non era la spremuta, bensì Federico che con gli occhi lucidi e il corpo-stufetta mi chiedeva aiuto.

«Ma dov'è papà?». «Sta cercando lo spremiagrumi». Accolto il figlio maschio nel lettone, siamo svenuti assieme stremati dalla febbre sempre più alta. Dopo poco, il respiro affannoso di Alice mi ha svegliata. «Mamma mi fa malissimo la gola, ho bisogno di bere». «Ma il papà dov'è?». «Sta cercando le arance». Con questi ritmi sospetto che anche la Fiom l'avrebbe già licenziato. Fatto posto nel lettone anche alla ragazza, mi sono riaddormentata, ma dopo qualche minuto una mano mi scuoteva. Era lui, il pater familias, il capobranco che, pallido come un lenzuolo, mi implorava di portarlo al pronto soccorso: «Mi sono tagliato l'indice». Sono certa che dopo aver creato l'uomo, Dio abbia sospirato: «Posso fare di meglio...»

La Repubblica - Milano

02/02/2011

venerdì 22 ottobre 2010

Sindrome di Attenzione Deficitaria Attivata dall' Età

SADAE(Sindrome di Attenzione Deficitaria Attivata dall'Età) 
Si manifesta così: 
Decidi di lavare la macchina 
Mentre ti avvii al garage vedi che c'è posta sul mobiletto dell'entrata 
Decidi di controllare prima la posta 
Lasci le chiavi della macchina sul mobiletto per buttare le buste vuote e la pubblicità nella spazzatura e ti rendi conto che il secchio è strapieno. 
Visto che fra la posta hai trovato una fattura decidi di approfittare del fatto che esci a buttare la spazzatura per andare fino in banca (che sta dietro l'angolo) per pagare la fattura con un assegno. 
Prendi dalla tasca il porta assegni e vedi che non hai assegni 
Vai su in camera a prendere l'altro libretto, e sul comodino trovi una lattina di coca cola che stavi bevendo poco prima e che t'eri dimenticata lì. 
La sposti per cercare il libretto degli assegni e senti che è calda..allora decidi di portarla in frigo. 
Mentre esci dalla camera vedi sul comò i fiori che ti ha regalato tua figlia e ti ricordi che li devi mettere in acqua 
Posi la coca cola sul comò, e lì trovi gli occhiali da vista che è tutta la mattina che cerchi 
Decidi di portali nello studio e poi metterai i fiori nell'acqua 
Mentre vai in cucina a cercare un vaso e portare gli occhiali sulla scrivania, con la coda dell'occhio improvvisamente vedi un telecomando. 
Qualcuno deve averlo dimenticato lì (ricordi che ieri sera siete diventati pazzi cercandolo) 
Decidi di portarlo in sala (al posto suo!!), appoggi gli occhiali sul frigo, non trovi nulla per i fiori, prendi un bicchiere alto e lo riempi di acqua...(intanto li metti qui dentro....) 
Torni in camera con il bicchiere in mano, posi il telecomando sul comò e metti i fiori nel recipiente, che non è adatto naturalmente..... 
e ti cade un bel pò di acqua.....( mannaggia!!!), riprendi il telecomando in mano e vai in cucina a prendere uno straccio 
Lasci il telecomando sul tavolo della cucina ed esci ..........
cerchi di ricordarti che dovevi fare con lo straccio che ho in mano........ 

Conclusione: 
- Sono trascorse due ore 
- non hai lavato la macchina 
- non hai pagato la fattura 
- il secchio della spazzatura è ancora pieno 
- c'è una lattina di coca cola calda sul comò 
- non hai messo i fiori in un vaso decente 
- nel porta assegni non c'è un assegno 
- non trovi più il telecomando della televisione 
- né i tuoi occhiali 
- c'è una macchiaccia sul parquet in camera da letto 
- e non hai idea di dove siano le chiavi della macchina!! 

Ti fermi a pensare: 
Come può essere? Non hai fatto nulla tutta la mattina, ma non hai avuto un momento di respiro......mah!! 

martedì 12 ottobre 2010

Le regole degli uomini

(Trovato su facebook: http://www.facebook.com/note.php?note_id=153668611333696&id=125565267489349)

Abbiamo sempre a che fare con "le regole" delle donne". Ecco qui le regole degli uomini.
Queste sono le nostre regole: (notare che sono tuttenumerate "1" DI PROPOSITO!) ;-)
1 - Le tette sono fatte per essere guardate ed è per questo che lo facciamo. Non c'è modo di modificare questo comportamento
1 - Imparate ad usare la tavoletta del cesso. Siete ragazze robuste: se è su, tiratela giù. A noi serve su, a voi serve giù. Noi non ci lamentiamo mai quando la lasciate giù
1 - Domenica = sport. E' un evento naturale come la luna piena o il cambiamento delle maree. Lasciatelo così.
1 - Fare la spesa NON si può considerare sport.
1 - Piangere è un ricatto.
1 - Se volete qualcosa, chiedetelo. Cerchiamo di essere chiari: "Sottili" sottintesi non funzionano. "Forti" sottintesi non funzionano. "Ovvi" sottintesi non funzionano. Semplicemente DITELO!
1 - "Sì" e "No" sono risposte perfettamente adeguate a praticamente tutte le domande.
1 - Sottoponeteci un problema solo se vi serve aiuto per risolverlo. Serviamo a questo. Per la solidarietà ci sono le vostre amiche.
1 - Un mal di testa che dura da 17 mesi è un problema. Fatevi vedere da un medico.
1 -  Qualunque cosa abbiamo detto 6 mesi fa non è utilizzabile in una discussione. Più precisamente: il valore di qualunque affermazione scade dopo 7 giorni.
1 - Se pensate di essere grasse, probabilmente lo siete. Non chiedetecelo.
1 - Se qualcosa che abbiamo detto può essere interpretata in due modi e uno dei due vi fa arrabbiare o vi rende tristi, intendevamo l'altro.
1 - Potete chiederci di "fare qualcosa" o dirci "come volete che sia fatta". Non tutte e due le cose contemporaneamente. Se poi sapete il modo migliore per farla, potete benissimo farvela da sole.
1 - Quando possibile, parlate durante la pubblicità.
1 - Cristoforo Colombo non aveva bisogno di qualcuno che gli indicasse la rotta. Noi nemmeno.
1 - TUTTI gli uomini vedono in 16 colori, come le impostazioni base di Windows. "Pesca", per esempio, è un frutto, non un colore. Anche "melone" è un frutto. "Malva" non abbiamo la più pallida idea di cosa sia.
1 - Se prude, grattatevi. Noi facciamo così.
1 - Se hiediamo cosa c'è che non va e voi rispondete "niente", ci comporteremo esattamente come se non ci fosse nulla che non va. Sappiamo perfettamente che state mentendo, ma così ci risparmiamo un sacco di
fastidi.
1 - Se ponete una domanda a cui non volete una risposta, aspettatevi una risposta che non volevate sentire.
1 - Quando dobbiamo andare da qualche parte, tutto quello che indossate è bellissimo. Davvero!
1 - Non domandateci mai a cosa stiamo pensando, a meno che non siate pronte a sostenere un dialogo su:- sesso,- sport,- automobili.
1 - I vestiti che avete sono più che sufficienti.
1 - Le scarpe, invece, sono troppe.
1 - Noi siamo perfettamente in forma: "tondo" è una forma.

Grazie per aver letto queste regole. Sì, lo so, stanotte dormirò sul divano.
Ma a noi uomini non importa: è un po' come andare al campeggio...

venerdì 3 settembre 2010

Immagine.


Un bicchiere di vino.

Passeggio di sera per Milano, la nostra Milano, ancora poco affollata dai pochi rientri di fine stagione.
L'aria serale è già un po' più frizzantina, da fine estate, ed i negozi del centro iniziano a concludere la fase dei saldi, presentando le nuove collezioni.
Poca gente per strada, per lo più ancora turisti, o junior manager già rientrati a presidiare un business del quale nulla interessa veramente alle loro Corporation.
Passeggiamo tranquilli, osservando l'isola pedonale di Via Dante, con il Castello illuminato alle nostre spalle e i bar ristoranti con i tavolini in strada. Non me li ricordavo a Milano, è davvero troppo tempo che non vengo qui.
Mentre osserviamo un palazzo dalla facciata sfacciatamente bianca ('L'hanno ripulito, guarda, sembra di gesso...'), un uomo un po' trasandato e carico di borse si avvicina camminando nel senso opposto.
Lo guardo di sottecchi, più che altro lo tengo d'occhio, non sono molto tranquillo, è troppo che non vengo qui, non so bene cosa aspettarmi dalla 'mia' Milano che non è più proprio così mia...
Sembra immerso nei suoi pensieri, cammina deciso come sapesse esattamente dove andare, e mi rilasso un po', tornando a guardare più la
via che non proprio lui.
"Buonasera!" ci dice improvvisamente "Scusate, buonasera."
Lo guardiamo: gli occhi non sono vacui, nè allucinati. I modi sono garbati, ed anche dignitosi. Non è un questuante, non lo sembra.
"Volevo chiedervi un favore..."
Lo osservo meglio, leggermente più rilassato: vuoi vedere che, a dispetto dell'aspetto, vuole proprio chiederci un'informazione stradale?
Mi giro verso di lui e lo fisso: penso di avere uno sguardo quasi benevolo, ma non ne sono proprio sicuro.
Lui allora ci dice:
"Signori, avete da darmi una moneta?"
Poi si affretta ad aggiungere, quasi in tono di scusa, quasi giustificandosi: "No, tranquilli, non ho fame! Solo mi serve una moneta, 50 centesimi.."
Gli rispondo, guardingo: "Ma a che ti servono?"
E lui, con la naturalezza più assoluta, tirando fuori da tasca una manciata di altre monetine, mi risponde serissimo: "Per un bicchiere di vino!"
Allibisco per l'impertinenza che mi spiazza, ma mi sciolgo a ridere, e cerco nel mio jeans una moneta per quell'uomo.
Trovo un euro, ed ancora con un sorriso incredulo paralizzato sulle mie labbra, glielo porgo.
"Grazie, mi avete salvato la serata!", e con mezzo sorriso se ne va, contando i suoi averi ormai sufficienti per quella notte.
Restiamo lì a guardarlo mentre si allontana, bianco con i suoi capelli neri arruffati e con il suo fagotto nero sulla spalla.
Siamo fermi immobili, come imbambolati, in piedi nella via: non riusciamo a cancellare dalle nostre bocche quel sorriso storto che quell'uomo ci ha lasciato. E nemmeno riusciamo a cancellare quel senso di leggerezza verso i problemi (quelli che noi pensiamo di avere) che lui ci ha lasciato nel cuore al prezzo di una sola moneta.
Lui invece se ne va: cammina deciso come sapesse esattamente dove andare.

mercoledì 30 giugno 2010

Scala di valori professionale

Chi sa, fa.
Chi non sa fare, insegna.
Chi non sa insegnare, coordina.
Chi non sa coordinare, supervisiona.
Poi ci sono coloro che non sanno fare, non sanno insegnare, non sanno coordinare e non sanno supervisionare.
Generalmente è tra questi che vengono scelti i nostri ministri.

lunedì 28 giugno 2010

Citazione da "La mano di fatima"

"Se un Musulmano sta combattendo e si trova in territorio pagano, non è obbligato a mostrare un aspetto differente da quello di chi lo circonda. In simili circostanze, il Musulmano può scegliere di assomigliare a loro o esservi costretto, a condizione che il suo atteggiamento implichi una utilità religiosa, come predicare la propria fede, venire a conoscenza di segreti e trasmetterli ai Musulmani, evitare un danno o qualsiasi altro scopo vantaggioso."
AHMAD IBN TAYMIYA (1263 - 1328)
famoso giurista arabo

(citazione di apertura del libro di Ildefonso Falcones, "La mano di Fatima")

martedì 22 giugno 2010

Adolescenti ed educatori


Non ho mai considerato Don Mazzi un genio dell'educazione solo perchè E' Don Mazzi, come non l'ho fatto per altri nomi che nei singoli periodi storici sono andati  per la maggiore.

Ogni volta va valutato il risultato che ciascun educatoe ottiene, e spesso lo si può giudicare solo molti anni dopo, quando gli educandi  hanno concluso il processo educativo a cui sono - obtorto collo - sottoposti.

Però alcune intuizioni sono condivisibili, e spesso la formulazione del concetto fatta da un terzo può risultare più felice della propria.

A questo proposito ho letto qualche settimana fa, mentre ero in sala d'attesa per una visita medica specialistica, una intervista appunto a Don Mazzi, pubblicata sul mensile Vivere del Novembre 2009, che prossimamente cerco di linkarvi per intero.

E questa frase, rivolta a noi genitori ed educatori, mi è sembrata illuminante:

"Un buon educatore deve essere ottimista. Chi legge il Vangelo sa bene che il Signore salva gli irrecuperabili. Insomma se avete a casa una figlia che rompe poco datele un bacio, se rompe abbastanza datele due baci, se rompe tanto datele tre baci."

Direi fin troppo chiara, nella sua assurda semplicità.

venerdì 18 giugno 2010

Lakers: 16° anello.


Eccolo qui: la notte passata è arrivato il difficile Back-to-back.
2010 dunque ancora Lakers sul tetto del mondo cestistico: anello più bello perchè ottenuto contro gli avversari (avversari, non nemici!) storici, i bianco-verdi di Boston, quelli del Boston Pride.
E così fanno 16! 
Quanti bei nomi tra i 'lacustri', quanti campioni purissimi: West (la sagoma del logo NBA), Chamberlain, Magic, Jabbar, Kobe... E quanti ne sto dimenticando, specie tra quei comprimari che fanno la differenza: uno per tutti 'Coop'...
Ma la foto più bella, secondo me, è il primo piano di Kobe.
Inimitabile, come lo è sul parquet.
Gialloviola a vita!

Coppie

(Credito Blog: Il Pavone Bianco - http://ilpavonebianco.blogspot.com/2010/06/coppie.html)
Lei: Ciao !
Lui: Finalmente! Da quanto tempo aspettavo questo momento!
Lei: Vuoi che vada via?
Lui: No! Come ti viene in mente? Solo a pensarci, rabbrividisco!
Lei: Mi ami?
Lui: Certamente! a tutte le ore del giorno e della notte!
Lei: Mi hai mai tradito?
Lui: No! Mai! Perché me lo chiedi?
Lei: Vuoi baciarmi?
Lui: Si, ogni volta che ne ho l'occasione!
Lei: Saresti mai capace di picchiarmi?
Lui: Sei impazzita? Lo sai come sono io!
Lei: Posso fidarmi di te?
Lui: Si!
Lei: Tesoro...
***
Dieci anni dopo:
Basta leggere il testo dal basso verso l'alto...