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giovedì 14 aprile 2011

Michael Connelly - La lista


Ultima fatica tradotta di Connelly.
Il celebre giallista statunitense racconta una vicenda di legal-thrilling, facendo agire un suo vecchio personaggio, l'avvocato difensore Mickey Haller, ed al suo fianco - anche se lungo parabole che non si intrecciano quasi mai - il suo investigatore preferito, Harry Bosch.
Haller sta uscendo da un periodo di disintossicazione, dopo aver distrutto buona parte della sua vita, e mentre cerca di ritornare a praticare l'arte forense, si ritrova sommerso da un grosso gruppo di pratiche, a lui riassegnate dal tribunale dopo la morte violenta del precedente titolare, l'avvocato Vincent.
Mentre se ne prende carico, Mickey scorre la lista dei clienti acquisiti, e scopre di avere un pozzo d'oro: il big boss di una casa produttrice emergente a Hollywod è sotto processo perchè accusato di aver ucciso moglie e relativo amante.
E la parcella viaggia a cinque zeri...
Haller ci si butta, ma ben presto scopre che non tutto è rose e dollaroni; tra l'altro l'assassino di Vincent pare essere interessato anche a lui.
Arriva così a stringere un accordo con il Detective Bosch, perchè lo protegga smascherando chi ha ucciso il suo predecessore.
Un Connelly molto scorrevole come sempre: stavolta ha usato uno stile molto 'Grisham-iano', devo dire con piena soddisfazione del lettore.
Dopo la primissima parte, investigativa, il racconto prende il volo, attanagliandoti alle pagine fino alla fine.
Bello.

martedì 5 gennaio 2010

Michael Connelly - La città buia

Nuova fatica per Connelly, nuova indagine per Harry Bosch, nuova cattiva pubblicità per l'FBI ed i suoi addetti, sembre più intenti a guardarsi ed a rimirarsi invece che a seguire le piste giuste.
O almeno così appaiono negli scritti di Connelly.
Hyeronimus Bosch, un detective che con un nome del genere non può essere "normale", viene reintegrato nella squadra rapine-omicidi di LA.
La sua squadra non è però quella delle rapine o degli omicidi semplici: loro trattano quelli che vengono classificati come hobby.
Chiaro, no? No, per niente: i casi di questa squadra sono quelli più complessi, nei quali sono implicati a vario titolo personalità note o nei quali ci sono complessità investigative che travalicano la competenza di un singolo distretto di polizia, e per queste motivazioni tendono a diventare indagini molto lunghe, minuziose e laboriose, nelle quali riversare molta pazienza e molto tempo: come negli hobbies, appunto.
Stavolta il morto è un medico, ma questi ha accesso a componenti radioattivi utilizzati in medicina oncologica; purtroppo, in quanto radioattivi, sono di notevole interesse anche per le formazioni terroristiche, e l'implicazione di queste ultime - dopo l'11 settembre - mette sempre in fibrillazione FBI e tutta la compagnia cantante segreta.
Nell'indagine per omicidio di Bosch irrompe così l'FBI, con l'immancabile ex (non era difficile, lui ne ha una collezione...) a calpestargli i piedi e a cercare di metterlo "fuori del caso".
Chi conosce Bosch (e Connelly) sa che non è così facile, e sa anche che l'FBI è destinata, una volta ancora, a fare la figura peggiore.
Libro molto veloce e intrigante (2 serate per oltre 300 pagine: non un record, ma un parametro sì) scritto bene e piuttosto verosimile.
Bravo, ancora una volta, a Connelly.
Un solo dubbio: che c'entra il titolo? Mah...

giovedì 2 aprile 2009

Michael Connelly - Il cerchio del lupo



Un nuovo thriller di Connelly, un'altra avventura con Harry Bosch.
Connelly è uno dei miei autori preferiti: l'ho conosciuto con Vuoto di Luna, ormai molti anni fa, e nella stessa occasione ho incontrato Harry (Hieronymus) Bosch, detective della Rapine & Omicidi a L.A.
Il tapino (si porta sulle spalle il nome di uno dei più noti produttori di quadri terrificanti di tutti i tempi) è invece investigatore tosto e fino, ma cova nel suo intimo un crogiuolo di sentimenti contrastanti, e di insicurezze irrisolte, che lo rendono spesso vulnerabile più del dovuto; una vulnerabilità solo psicologica però, visto che - malgrado un'età non più giovanissima - Harry Bosch continua a catturare assassini di ogni stazza.
Il manoscritto originale reca un copyright del 2006, ma in Italia è giunto solo ora. Leggendo il libro, la motivazione per cui non è stato tradotto "ventre a terra" anche da noi traspare con una vaga chiarezza.
Harry Bosch sta rivedendo uno dei casi irrisolti che rappresentano i suoi fantasmi, quando inopinatamente un assassino seriale si autoaccusa del misfatto. Fulmine a ciel sereno, ma a poco a poco il nostro Harry scopre il marcio che sospetta, anche se non si crederebbe fino a dove deve arrivare.
Purtroppo nel corso della vicenda Bosch tralascia il più banale dei controlli degli indizi (se ne ricorda - colpevolmente - solo 150 pagine dopo); ed allo stesso modo Connelly - altrettanto colpevolmente - si dimentica di spiegarci un passaggio logico essenziale (anche se lo fa da par suo).
Il libro nel suo complesso è bello ed appassionante, come sempre, ma sembra che Connelly sia interessato a far rientrare nel turbillon dei suoi personaggi una certa figura femminile (che aveva già fatto capolino alcuni volumi fa) necessaria alla definizione delle paturnie del nostro Harry (e non solo: pare anche molto funzionale all'intreccio...).
Già annunciato il prossimo 'episodio' (La città buia, confermo che la figura di Rachel ci sarà anche qui...), staremo a vedere.

Ed ora passo a leggere Camilleri.