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mercoledì 27 agosto 2014

Glenn Cooper - L'ultimo giorno

Alex Weller é un brillante neurochirurgo infantile, al quale il destino ha dato il compito di curare bambini malati terminali. Il destino pero' ha anche fatto vivere ad Alex,

domenica 24 agosto 2014

Camilla Lackberg - La sirena

Una nuova indagine per la (de)Scrittrice di crimini Erika Falck, che ancora una volta si intrufuola nel lavoro di suo marito, il poliziotto e detective Patrick.

sabato 12 gennaio 2013

Sebastian Fitzek - il cacciatore di occhi

Primo vero e proprio E-Book della mia vita, anche perch é incluso in un bundle con l'E-reader.
Il thriller narra di un ex poliziotto e giornalista edi una sensitiva non vedente che vengono presi di mira da una coppia di killer seriali. Si tratta del seguito di una vicenda precedente, e per certi versi i personaggi si danno un po' per noti al lettore.
Uno dei due killer é terribilmente sanguinario e crudele, ed arriva a mutilare le sue vittime con ferocia impudente: la lettura é a tratti persino nauseante. Ma il problema principale risulta l'intreccio: a fronte di eventi al limite del verosimile, le tracce tra gli operati dei due protagonisti 'buoni' e dei due serial si confondono spesso, lasciando un po' disorientato il lettore. I colpi di scena non mancano, ma le varie 'agnitio' sono per lo piu' calate dall'alto, senza che ci fossero nemmeno minimi segni premonitori nascosti nella narrazione.
Insomma, forzato e grondante di orrore: non il mio tipo di lettura.

domenica 28 ottobre 2012

Lars Kepler - L'IPNOTISTA


Lars Kepler è lo pseudonimo sotto il quale si nascondono due coniugi svedesi che producono Thriller a 4 mani.
L'esordio è proprio questo lavoro, 'L'Ipnotista', che li ha portati alla ribalta internazionale.
La storia è suggestiva:

domenica 7 agosto 2011

Glenn Cooper - Il libro delle anime

Sequel del famosissimo La biblioteca dei morti, di cui svolge fino in fondo l'idea fantastica che l'aveva ispirato.
Will Piper, dopo il devastante coinvolgimento nel caso Doomsday, nel quale la sua vita è cambiata per sempre, cerca di adattarsi al suo nuovo ruolo di ex-federale in pensione, di neo marito di Nancy, la sua giovane ex partner, e soprattutto di neo papa'.
La vita scorre un po' troppo piatta, per un uomo come lui. Ma l'accordo con l'FBI prevederebbe proprio questo: fuori dai piedi ed acqua in bocca, in cambio di un ricco prepensionamento.
Il basso profilo pero' rende Will nervoso, ed appena Henry Spence, ex ricercatore dell'Area 51, lo contatta, Will non riesce a resistere e si fionda nella nuova avventura: recuperare l'unico volume scomparso tra quelli della Biblioteca dei Morti, e soprattutto cercare di capire perch‎​é gli antichi scrivani avevano cessato d'un tratto tutti insieme le loro registrazioni.
L'avventura lo portera' a Londra, ma soprattutto gli attirera' le attenzioni di nemici vecchi e nuovi, sempre molto pericolosi: con il corollario di una Nancy inviperita dal fatto che un tale comportamento mette in serio pericolo la vita di loro figlio Phills.
L'avventura si dipana in mille colpi di scena, alcuni francamente piuttosto inverosimili, fino a che Will non raggiungera' un punto di non ritorno, dal quale non potra' che fare scelte estreme.
L'idea del libro precedente fu semplicemente spettacolare, e tributo' a Cooper un successo planetario anche grazie ad una trama splendidamente congegnata. Il seguito risente un po' della mancanza di quell'effetto sorpresa, e resta imbrigliato in diversi vincoli di coerenza, che oggettivamente gli tarpano un po' le ali.
Ciononostante il prodotto finale è piacevole e scorrevole, e tiene il lettore avvinto al testo fino all'ultimo, quando l'autore chiude di fatto la saga.
Bello, un gradino sotto il precedente. Ma forse non si poteva fare di meglio.
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venerdì 15 luglio 2011

Andrea Camilleri – Il gioco degli specchi


Un Commissario Montalbano sempre più attratto dalle belle donne e sempre meno vicino a Lidia, è alle prese con una serie di bombe, avvertimenti mafiosi e tentate ammazzatine (a volte riuscitissime).
Questa volta una nuova e bellissima vicina di casa sembra volerlo sedurre, più o meno velatamente: ma le cose in Sicilia sono sempre molto diverse da quello che sembrano: così le bombe sembrano messaggi a uno, e lo diventano per altri, le tentate ammazzatine pure, ed anche la bella Liliana sembra rientrare in queste logiche.
Così, tra l'efficienza di Fazio, la cieca devozione di Catarella, e le intramontabili abilità di Mimì Augello, il Commissario nazionale finisce per risolvere il mistero misterioso.
Un intreccio forse un po' troppo complesso, che necessita quasi di un gioco di prestigio per poterne uscire fuori con una parvenza di credibilità; comunque sempre bello.
Come ultima nota, in questo romanzo si trova una sicilianità dei testi un po' più spiccata del solito, cioè con motteggi e sostantivi più 'stretti' rispetto alle volte precedenti, tanto che il neofita farebbe bene a leggersi un paio di lavori precedenti, tanto per comprendere un po' la lingua prima di affrontare questo.

domenica 10 luglio 2011

Jeffery Deaver – Carta Bianca


Ritorna il mito dell'agente segreto rubacuori e sfrontato, abile e fortunato: 007, ovvero James Bond.
Infatti Deaver ha scritto una puntata della saga interminabile di questo Agente in incognito.
Bond si trova invischiato con un terrorismo internazionale che vuole creare una strage di enormi dimensioni.
L'intelligence ufficiale comprende che il progetto prende il nome di Geenna, come erano chiamate nell'antica Palestina le discariche di rifiuti in cui ardeva fiamma eterna.
Le sue indagini però lo portano dalla Serbia alìi sobborghi di Londra, per poi spostarsi di nuovo nientemeno che a Doubai e poi in Sudafrica, all'inseguimento de "L'Irlandese" ed il suo boss Hydt.
E parallelamente si muove leggiadro tra la sua collaboratrice in uffico, la splendida Philly, e le nuove dame conosciute dall'altra parte del mondo, Felicity e Bheka.
L'azione è assicurata, come anche i flirt...
Deaver si avventura un po' lontano dai suoi canoni tradizionali, e la narrazione mostra i limiti di questa inesperienza. Ne esce un James Bond con abilità da supereroe, un po' troppo indistruttibile e immortale; e ne esce un seduttore stereotipato, uomo di mondo con la guida turistica ed il libretto di istruzioni, un po' stucchevole a mio avviso.
Il libro scorre, pur nelle sue 600 pagine: però resta il dubbio se una nuova avventura tra i cieli di New York o Los Angeles, a Deaver più confacenti, non sarebbe riuscita meglio.


giovedì 2 giugno 2011

Carla Pavone - Come battito d'ali


Romanzo d'esordio per Carla Pavone, che oltre ad essere una splendida penna, è anche un'amica.
Annika è un legale che ha vissuto la sua gioventù a Casablanca.
Quando un incidente sbriciola il suo piccolo mondo Africano, insieme alla sua famiglia, Annika si trasferisce in Italia, e ricomincia una vita nuova.
Tutti i ricordi magrebini sembrano ben nascosti, confinati nel suo cuore, chiusi in un baule che lei non intende più aprire.
Ma la sorte la pensa diversamente, e ben presto non solo la donna deve recuperare e analizzare le scatole di vecchi effetti personali ancora saldamente chiuse e dimenticate nella sua soffitta, ma sarà costretta anche a fare i conti con gli uomini (e le donne) del suo passato.
L'intreccio si fa sempre più stretto, e l'incontro con lo sguardo magnetico di Gabriele metterà a nudo molti lati di Annika che lei stessa non ricordava (o non voleva ricordare) di avere.
La storia vira ben presto tutta su se stessa, e vola verso un finale sorprendente.

Bello, avvincente e ben strutturato; le narrazioni paesaggistiche, in particolare quelle marocchine, fanno immaginare di essere davvero presenti in quei luoghi.
Insomma: un buon libro d'esordio. Lo consiglio.

lunedì 23 maggio 2011

John Grisham - Io confesso



Grisham non spiega se i fatti da lui narrati sono realmente successi, ma sono di certo verosimili.
Un Pastore trova nella sua chiesa uno squilibrato, che poi scopre essere un ex detenuto e malato terminale.
Il tipo gli confessa allegramente (o quasi) di essere l'autore di un feroce delitto per il quale in un altro stato dell'Unione sta per essere giustiziato un ragazzo (nero) di 19 anni. Ingiustamente.
Keith, il Pastore a cui non è sfuggito che lo psicopatico apprezza in modo morboso la sua giovane consorte, finisce in un guazzabuglio di sentimenti, tra il segreto della confessione ed il desiderio di salvare una vita innocente.
Sarà così coinvolto in una esperienza (salvare il condannato innocente) che segnerà la sua esistenza, da diversi punti di vista.
Il libro ha la struttura di una cronaca, elenca passo passo tutti gli avvenimenti che si susseguono, ed illustra molto bene come viene trattato il concetto di 'Pena di morte' nel Texas.
Però a me è sembrato più un trattato sulla pena di morte, in tutti i suoi aspetti più o meno deteriori, piuttosto che un legal thriller.
La souspance è pressochè azzerata, e la fine dello scritto è stato raggiunto dal lettore più per buona volontà che per desiderio di sapere come sarebbe andata a finire.
Tutto molto realistico, anzi, forse un po' troppo reale, ed ordinario.
E, se devo dirla tutta, anche un po' monotono.

giovedì 14 aprile 2011

Michael Connelly - La lista


Ultima fatica tradotta di Connelly.
Il celebre giallista statunitense racconta una vicenda di legal-thrilling, facendo agire un suo vecchio personaggio, l'avvocato difensore Mickey Haller, ed al suo fianco - anche se lungo parabole che non si intrecciano quasi mai - il suo investigatore preferito, Harry Bosch.
Haller sta uscendo da un periodo di disintossicazione, dopo aver distrutto buona parte della sua vita, e mentre cerca di ritornare a praticare l'arte forense, si ritrova sommerso da un grosso gruppo di pratiche, a lui riassegnate dal tribunale dopo la morte violenta del precedente titolare, l'avvocato Vincent.
Mentre se ne prende carico, Mickey scorre la lista dei clienti acquisiti, e scopre di avere un pozzo d'oro: il big boss di una casa produttrice emergente a Hollywod è sotto processo perchè accusato di aver ucciso moglie e relativo amante.
E la parcella viaggia a cinque zeri...
Haller ci si butta, ma ben presto scopre che non tutto è rose e dollaroni; tra l'altro l'assassino di Vincent pare essere interessato anche a lui.
Arriva così a stringere un accordo con il Detective Bosch, perchè lo protegga smascherando chi ha ucciso il suo predecessore.
Un Connelly molto scorrevole come sempre: stavolta ha usato uno stile molto 'Grisham-iano', devo dire con piena soddisfazione del lettore.
Dopo la primissima parte, investigativa, il racconto prende il volo, attanagliandoti alle pagine fino alla fine.
Bello.

venerdì 14 gennaio 2011

Jeffery Deaver - La figlia sbagliata



Deaver continua a seguire questa nuova ispirazione, che lo avvicina a argomenti più impegnativi che non la classica ricerca del colpevole con il finale più o meno pirotecnico.
Stavolta ci addentriamo nella psiche umana, nelle sue deviazioni più o meno patologiche, e nella paura che queste fanno alla 'gente comune'.
E ci confrontiamo con veri e propri manipolatori di cervelli: i terapeuti possono infatti aiutare i malati a trovare un modo per sopravvivere alla loro condizione, ma possono - nello stesso modo, cioè con la potenza delle parole e della persuasione - indurli a fare cose che loro non farebbero mai da soli...
Già sento i commenti: "Sai che novità".  Sì, ma... Deaver stavolta ipotizza che non sia solo uno strizzacervelli colui che si avvantaggia di questa abilità, ma che lo faccia anche un abile avvocato. Entrambi sono coinvolti in una storia un po' misteriosa, ed entrambi si sfidano in questa singolar tenzone, per avere ciascuno il sopravvento sull'altro. Che significherà vita o morte, a seconda di chi prevarrà.
La gara però non si svolge tra malati cronici, bensì tra persone reputate 'normali', 'a posto'. Ma che proprio normali, a posto, o -men che meno - equilibrate proprio non risulteranno.
Un libro con una tensione piuttosto medio-bassa, che si sviluppa da un'idea ancora una volta buona, ma che non sembra essere nelle corde dell'uomo.
Sufficienza meritata, ma solo poco di più di un sei, visto anche qualche inverosimilità di troppo (vero Josh?).


lunedì 15 novembre 2010

Jeffery Deaver - Il filo che brucia


Thriller con i personaggi seriali di Deaver: Sachs, Rhyme, Sellitto, Poulansky, Thom e tutta la bella compagnia, fino a Kathrine Dance.
Mentre il detective tetraplegico è occupato a collaborare con i messicani alla cattura di una vecchia conoscenza, l'efferato killer chiamato 'l' Orologiaio', una tremenda scarica elettrica colpisce un bus proprio nel centro di NY, uccidendo un uomo.
Purtroppo il killer 'elettrico' inizia una serie di ricatti e di attentati, e cosi' Rhyme e -soprattutto- Sachs sono costretti ad occuparsene...
Solita pessima figura di FBI e tronfi poliziotti tanto specializzati quanto politicizzati: insomma, da Deaver direi.
Benche' l'idea della corrente come arma sia buona, e benche' Deaver si sia sforzato di rendere il clima di terrore in cui questo killer invisibile, l'alta tensione, getta gli inquirenti, il libro non è scorrevole, appare forzato e viaggia a strappi.
Anche alcune trovate che conducono la vicenda in porto mi sembrano poco fluide, poco consequenziali.
Insomma, un Deaver scarico (hehehe!), poco ispirato, ed un prodotto-libro che sembrerebbe gia' lo sviluppo di un format televisivo, in cui ogni personaggio-attore a contratto ha la sua parte da recitare.
Se non siete superamanti del duo Sachs-Rhyme, la lettura di questo libro non è indispensabile.

mercoledì 25 agosto 2010

James Patterson Liza Marklung - Cartoline di morte

Esperienza a quattro mani per i due affermati giallisti.
Una coppia americana, in viaggio in europa, uccide altre coppie, una per citta', con un modus operandi singolare: prima invia una cartolina a mo' di avviso, poi una truculenta foto come conferma.
Arrivati a Stoccolma, scelgono quale giornalista destinataria delle missive Dessie Larsson, ex moglie di un esperto d'arte che le dara' la prima chiave di lettura del mistero, ex compagna-amante della investigatrice incaricata delle indagini (eh si', lesbo: non ci facciamo mancare nulla), nonche' cugina prediletta di un potente gangster locale: sfigati gli assassini, eh?
Non abbastanza: nel primo omicidio avevano ucciso l'unica figlia di un bravissimo detective della omicidi di NYPD: questo ha fatto della loro cattura la sua missione, e naturalmente il sodalizio giornalista-detective diventa quasi letale: tra l'altro lui puo' contare su informazioni esattissime che arrivano da LA, da un ex FBI ammalato di tumore.
Penso sia inutile dire come va a finire.
Tra l'altro Dessie e Jacob Kanon l'americano diventano intimi, malgrado la differenza d'eta', e Dessie incredibilmente mostra di avere splendide doti anche in un'altro campo (doti tra l'altro fantastiche per un cinquantenne): sarebbe da sposare.
Il libro ti prende fuoco in mano, e' scorrevolissimo e non presenta alcun problema di comprensione.
L'idea di fondo e' intrigante, ed ad un certo punto sei spinto a mettere anche tu in dubbio l'evidenza.
Pensavo di notare differenze di stile tra le pagine dei due, ma non ne ho viste: tutto ben amalgamato.
Bello. Un po' improbabile, ma piacevole.

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domenica 8 agosto 2010

Andrea Camilleri - La caccia al tesoro

Mentre leggo Grossman (il suo monumentale "cerbiatto" ne numera 781) sento il bisogno di un intervallo. La scelta cade sull'ultima indagine del Montalbano nazionale, in lingua italo-sicula.
La storia sorprende un investigatore in crisi per gli anni che passano, come succede ormai da qualche episodio. Mentre a Vigata non succede nulla di criminalmente rilevante, l'inerzia lascia spazio nella mente del nostro a qualche amara riflessione di troppo sui danni che il passare del tempo ci procura. E tanta distrazione gli impedisce di vedere chiaramente gli indizi che un pazzo criminale lascia durante i suoi misfatti.
Poi il Montalbano nazionale si riscatta, ma...
Racconto un po' fiacco, compensato da una certa dose di truculenza invero rara nell'autore.
Leggero da ombrellone, sempre piacevole, ma lontano da certe sue opere precedenti.
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giovedì 10 giugno 2010

John Grisham - Il ricatto


Dopo tanto tempo, mi sentivo in sindrome d'astinenza da thriller: un Grisham mi ci voleva proprio.
Kyle McAvoy (già il nome mi rimette in pace con l'adrenalina soffocata negli ultimi tempi dai Gramellini e compagnia varia) è un giovane studente di legge a Yale, uno dei migliori del suo corso.
Sta per essere inserito in uno dei migliori studi legali di Wall Street, nel cuore economico della Grande Mela (e di tutti gli States, quantomeno...), ma qualcuno scava nel suo passato e trova qualcosa che nemmeno il giovane ricordava di aver compiuto.
Da qui prende l'avvio un complesso ed intricato sistema di ricatto al giovane talento, e soprattutto ai danni dei suoi nuovi ignari datori di lavoro.
La storia si dipana avvincente, e quando tutto quello che deve succedere succede, quasi è troppo presto, quasi non sei ancora pronto ad assimilarlo.

Bello. Non si deve pensare a niente, non si devono trarre improbabili insegnamenti per la vita: stavolta basta leggere e gustare.
Era quello che ci voleva.

Ora riattacco con Ildefonso Falcones, ed il suo 'La mano di Fatima" che ho parcheggiato per qualche settimana...

mercoledì 28 aprile 2010

Camilla Lackberg - La principessa di ghiaccio

Alex è una donna speciale. Alex è bellissima. Alex è naturalmente molto elegante. Alex ha un marito ricchissimo che l'adora incondizionatamente. Alex è una donna molto desiderata. Alex è appena morta suicida.
Quale tra queste frasi è quella che stona?
Erica Falck invece è una scrittrice, una di quelle non ancora affermate che sono costrette a scrivere di tutto per sopravvivere. E' anche una donna normale, una trentacinquenne piacente ma ancora single, con le normali difficoltà di linea e di autostima come ognuno di noi. Erica è anche stata per alcuni lunghi anni l'amichetta del cuore di Alex, anche se poi si erano perse di vista.
Ma soprattutto Erica è la persona che l'ha trovata morta nella vasca da bagno, con le vene dei polsi tagliate con una lametta.
La scrittrice non crede al suicidio, che non è avvenuto a Stoccolma, bensì d'inverno in un paesino di villeggiatura che si anima solo durante i mesi estivi, località natale delle due amiche. Che ci faceva la bella e mondana Alex lì?
Così Erica inizia a scavare nella vita della vecchia amica, specie in quella parte che lei non conosce, quella relativa al tempo in cui le due donne sono state separate.
Ovviamente anche la locale polizia indaga: Patrick è proprio un buon poliziotto, ma anche un coetaneo di Erica e di Alex, un loro vecchio compagno di scuola, in quel paesino dimenticato.
Su questo canovaccio si muove e si intreccia tutta la storia della Lackberg, che ho trovato molto intrigante anche perchè non è così piena di colpi di scena improbabili come certi thriller americani.
Qui non ci si imbatte d'un tratto in un deux ex machina che risolve con una rivelazione tutta la vicenda. In quest'opera non vengono taciuti i dettagli, o almeno non tutti.
Ne esce un ritratto di donna (Erica) molto umana, in cerca di saldi punti di riferimento nella sua vita, ma resta calata in una realtà che conosce e che sa capire; e anche l'indagine è tutta da scoprire, da seguire, indizio dopo indizio, per raggiungere insieme ai protagonisti la verità.
Bisogna però indovinare chi la raggiungerà prima: la scrittrice o il poliziotto?
Libro davvero ben fatto, forse con qualche lacuna di traduzione.

sabato 16 gennaio 2010

Jeffery Deaver - La strada delle croci


Ultima fatica di Deaver, anche stavolta senza il mitico Lincoln Rhyme, ma con l'esperta in cinesica applicata al delitto Katylin Dance.

Uno psicopatico pianta delle rozze croci lungo una hi-way, e alla base lascia sempre dei fiori in ricordo della vittima.
Anzi, sulla croce per essere certo che non ci siano dubbi mette anche la data del funesto evento. Solo che immancabilmente la data scritta è... il giorno dopo.
La caccia al serial killer porta la Dance a contatto con social network, blog, realtà virtuale (o mondi sintetici, come li chiama Deaver), e anche con le perversioni mentali che questo mondo nuovo a volte genera in alcuni individui.

Il libro è buono, come sempre, ma l'ho trovato meno intrigante di altri.
Rappresenta però parallelamente un buon metodo per conoscere il mondo dei Blog, degli universi virtuali, e la fauna che li popola.

Invece per godermi un buon thriller aspetterò il prossimo.

martedì 5 gennaio 2010

Michael Connelly - La città buia

Nuova fatica per Connelly, nuova indagine per Harry Bosch, nuova cattiva pubblicità per l'FBI ed i suoi addetti, sembre più intenti a guardarsi ed a rimirarsi invece che a seguire le piste giuste.
O almeno così appaiono negli scritti di Connelly.
Hyeronimus Bosch, un detective che con un nome del genere non può essere "normale", viene reintegrato nella squadra rapine-omicidi di LA.
La sua squadra non è però quella delle rapine o degli omicidi semplici: loro trattano quelli che vengono classificati come hobby.
Chiaro, no? No, per niente: i casi di questa squadra sono quelli più complessi, nei quali sono implicati a vario titolo personalità note o nei quali ci sono complessità investigative che travalicano la competenza di un singolo distretto di polizia, e per queste motivazioni tendono a diventare indagini molto lunghe, minuziose e laboriose, nelle quali riversare molta pazienza e molto tempo: come negli hobbies, appunto.
Stavolta il morto è un medico, ma questi ha accesso a componenti radioattivi utilizzati in medicina oncologica; purtroppo, in quanto radioattivi, sono di notevole interesse anche per le formazioni terroristiche, e l'implicazione di queste ultime - dopo l'11 settembre - mette sempre in fibrillazione FBI e tutta la compagnia cantante segreta.
Nell'indagine per omicidio di Bosch irrompe così l'FBI, con l'immancabile ex (non era difficile, lui ne ha una collezione...) a calpestargli i piedi e a cercare di metterlo "fuori del caso".
Chi conosce Bosch (e Connelly) sa che non è così facile, e sa anche che l'FBI è destinata, una volta ancora, a fare la figura peggiore.
Libro molto veloce e intrigante (2 serate per oltre 300 pagine: non un record, ma un parametro sì) scritto bene e piuttosto verosimile.
Bravo, ancora una volta, a Connelly.
Un solo dubbio: che c'entra il titolo? Mah...

mercoledì 30 dicembre 2009

Nicolò Ammaniti - Che la festa cominci


Ammaniti si era presentato con un grande successo: Come Dio Comanda, un'opera notevole, tanto che ne hanno tratto pure un film.
Ma questo ultimo romanzo è uno spettacolo di suo.
L'idea è buona: un improbabile satanista, meschino venditore di mobili sottomesso alla moglie e contemporaneamente leader di un gruppo di soli quattro feroci (?) elementi dediti alla ricerca del fatto di sangue che li portino alla ribalta delle cronache; e uno scrittore affermatissimo, che ha fatto solo due libri e che non riesce più a scriverne un terzo.
Le due vite diventano parallele tra loro, agiscono all'interno di un destino che se ne infischia dei due e li porta in rotta di collisione. Dove? E qui sta la genialata: in un Barnum creato a Roma da un palazzinaro in cerca di consacrazione nel Jet-Set, avido di stupore altrui.
La storia è più che improbabile: è assurda.
Ma i due protagonisti, pur ignorandosi, si somigliano molto: immaturi, insicuri, alla ricerca di qualcosa che dia struttura alla loro essenza. E Ammaniti li tratteggia splendidamente fino alla fine del libro.
Ho letto sul web che Fabrizio Ciba, lo scrittore, potrebbe essere in realtà un crudele autoritratto dell'autore: ci ho pensato anche io, il personaggio è troppo ben tratteggiato fin nelle piccole inezie, ma non conoscendolo di persona non lo posso affermare a mia volta.
Il libro è una autentica idrovora, non ti molla un attimo, fin dalla prima pagina: poco ti resta alla fine (tranne, qui e là, qualche amara riflessione sulla società contemporanea), ma è bellissimo, divertentissimo, proprio piacevole.

Glenn Cooper - La biblioteca dei morti


Quando inizi a leggere questo Cooper, pensi si tratti di uno dei soliti thriller americani, con morti a gogò, il vitaminizzato agente dell'FBI cialtrone perchè tutto wiskey e distintivo, e attendi che entri in scena la pollastra per spargere sesso nella storia.

Invece, dopo un po', ti raccapezzi che Cooper ha avuto un'idea sensazionale (quanto improbabile) e la sviluppa con maestria. Tutto resta appeso, in tensione, fino all'ultimo capitolo, dove finalmente comprendi sia le motivazioni delle morti in serie, sia la pasta dei due protagonisti, sia cosa successe in quel giorno di moltissimi anni prima, alla nascita del settimo figlio di un settimo figlio.

Ma la cosa più bella è quando incominci ad intuire proprio quella cosa lì, quella che tutti intuiscono verso la fine del libro: è lì che la storia diventa una grande idea.

Bello bello: e già consigliato.