giovedì 4 febbraio 2010

CATS il musical, a Milano.

La Compagnia della Rancia si dimostra ancora una volta grande, proponendo in versione italiana un classico come Cats, non proprio conosciutissimo dalle nostre parti.

La storia è fin quasi banale. Tutti i gatti del quartiere di Jellicle si ritrovano per l'annuale ballo e per festeggiare il vecchio gatto Deuteronomio, loro capo.
Nel corso della festa uno dei gatti sarà scelto e avrà l'onore di ascendere al paradiso dei gatti Jellicle, l'Heaviside Layer. Prima i gatti si presentano e raccontano la loro storia.
La festa è turbata da due avvenimenti: la comparsa in scena di Grisabella, un tempo affascinante gattina che, dopo aver abbandonato il gruppo si è ritrovata sola, abbandonata e in miseria; e le improvvise apparizioni del malvagio Macavity, che rapisce Deuteronomio gettando gli altri gatti nello sconforto. Macavity si ripresenta poco dopo sotto le spoglie di Deuteronomio, ma è riconosciuto e scacciato.
Per recuperare il loro capo, i gatti di Jellicle chiedono aiuto al magico Mr, Mistofeles, grande mago e acrobatico illusionista.
Quando il gruppo si è riunito e la serenità sembra essere tornata, riappare Grisabella che si rivolge ai compagni di un tempo chiedendo di essere perdonata e riammessa fra loro (con la canzone più celebre del musical, Memory, in italiano Ricordi). Deuteronomio allora commosso concederà proprio a lei il privilegio di salire la scala che la porterà all'Heaviside Layer.
Lo show è tutto suonato e cantato (oltre che ovviamente ballato) dal vivo.
Il primo tempo è molto spettacolare come performance musicali e balzi prodigiosi, ma ci ha lasciato lievemente interdetti, quasi delusi. Era sostanzialmente inconsistente, quasi incomprensibile, la trama...
Addirittura il secondo tempo inizia con una narrazione quasi avvilente, finchè non si è accesa la luce nei nustri cervelli: la trama non era il centro dello spettacolo, ma solo un mezzo per sostenere il vero show, che è il canto e la danza 'felina'.
Devo sottolineare che sono tutti bravissimi cantanti, in particolare Giulia Ottonello (Grisabella) che ha rischiato una standing ovation per l'interpretazione di alcune note fuorilegge nella canzone Memory; ma ella migliore tradizione della Compagnia, il meglio è dato dalle doti acrobatiche e recitative del corpo di ballo: interpretazione spettacolare con momenti di assoluta agilità che non è eccessivo definire felina.
Applausi meritati e prolungati alla fine, questo musical va visto!

mercoledì 3 febbraio 2010

3 Febbraio: San Biagio. Un sapore di altri tempi...

Il giorno 3 di febbraio è dedicato a San Biagio, tradizionale patrono della "gola".
La credenza popolare vuole che a Natale, tagliato il consueto panettone, se ne debba accantonare una parte e la si debba conservare fino appunto al giorno di San Biagio. In quel giorno infatti si consumerà il panettone appositamente avanzato da Natale ('posso', come si dice qui da noi) e tale pratica preserverebbe la gola da spine di pesce indesiderate che altrimenti vi si conficcherebbero con tempi di guarigione lunghi e dolorosi.
Non so se è vero. Ma ho un bellissimo ricordo di questa ricorrenza, e di mia madre.
Quattordici anni fa, la sera del 3 di febbraio mia moglie ha partorito Edo, il nostro primo figlio.
Si può capire, trafelati in ospedale, ansiosi di fare la cosa giusta e preoccupati che tutto quanto concernente il parto andasse bene, io e mia moglie eravamo di fatto due naufraghi al San Raffaele: lei impossibilitata dalle condizioni a organizzarsi decentemente, io ancora lontano da tutti quei pensieri pratico-organizzativi che si dovrebbero fare.
"Ma tua moglie è ricoverata, a lei danno da mangiare loro: tu ti sei portato qualcosa da mangiare?"
La caduta dal pero fu pesante per me... "Eh?! Ah, no... Già... Non ci ho pensato..."
Erano momenti così.
E ho ancora negli occhi la mia mamma che levò un cartoccino dalla borsetta:
"Ti ho portato un pezzo di panettone di natale: sai, oggi è San Biagio, si mangia il panettone avanzato. Forse non ti preserverà la gola, ma magari... mangi qualcosa!"
In quel momento le ho voluto profondamente bene, come solo un figlio può con la sua mamma.
Ed ancora oggi il panettone, a San Biagio, per me ha il sapore di una nuova vita appena arrivata, di una felicità immensa che sazia e che contemporaneamente lascia affamati, di un momento in cui l'esistenza ti riserva uno dei suoi attimi indimenticabili.
Ma l'immagine: è quella di mia mamma al San Raffaele, in piedi tra le ante di un armadio asettico di una camera in penombra, mentre mi sorride.

lunedì 1 febbraio 2010

Cani e gatti: istruzioni per l'uso.


Questi due cartelli li ho letti appesi nella sal d'aspetto della nostra veterinaria, mentre ero lì per far visitare il nostro grassone nero.

A prima vista sembrava roba seria, divulgativa... ma poi li ho letti meglio.

COME SOMMINISTRARE UNA PILLOLA AL TUO CANE

1 - Avvolgi la pillola in un pezzo di carne e porgila sulla mano aperta al tuo cane.

COME SOMMINISTRARE UNA PILLOLA AL TUO GATTO

1 - Prendi il gatto delicatamente e cullalo sul tuo braccio sinistro come se stessi cullando un bimbo. Metti l'indice ed il pollice destro ai lati della bocca del gatto ed applica una leggera pressione sulle sue labbra. Quando il gatto apre la bocca, spara la pillola dentro la bocca. A questo punto il gatto chiuderà la bocca e deglutirà.
2 - Recupera la pillola dal pavimento ed il gatto dal sofà. Ripeti il processo.
3 - Recupera il gatto dalla camera da letto e butta la pillola umidiccia.
4 - Prendi una nuova pillola dal blister, culla il gatto sul braccio sinistro, tenendo le zampe posteriori saldamente con la mano destra. Apri energicamente le mascelle e spingi la pillola in fondo alla gola con il dito indice. Tieni la bocca chiusa con contando fino a 10 e fai altrettanto con la bocca del gatto.
5 - Recupera la pillola dalla boccia del pesce rosso ed il gatto da sopra l'armadio. Chiama rinforzi.
6 - Inginocchiati sul pavimento con il gatto saldamente bloccato tra le ginocchia, immobilizza sia le zampe anteriori sia le posteriori. Chiedi al tuo assistente di tenere energicamente la testa del gatto con una mano, mentre spingi un legnetto nella bocca del gatto. Fai scivolare la pillola con l'indice nella bocca del gatto e strofinagli energicamente la gola.
7 - Recupera il gatto dalla tendina del soggiorno.
8 - Pulisci accuratamente i frantumi della statuetta dal tappeto, mettili da parte per reincollarli più tardi. Prendi la terza pillola dal blister.
9 - Avvolgi il gatto in un telo da spiaggia e mettigli la testa sotto l'ascella del tuo assistente. Metti la pillola in fondo ad un cono di carta che avrai preparato appositamente. Quindi apri forzatamente la bocca del gatto con una matita e soffia la pillola in gola.
10 - Leggi sul bugiardino del farmaco per assicurarti che la pillola non sia letale per le persone. Bevi un po' d'acqua per allontanarne il sapore. Medica le mani del tuo assistente e pulisci il tappeto dal sangue usando acqua e sapone.
11 - Recupera il gatto dal tetto del tuo vcino. Prendi la quarta pillola dal blister. Poni il gatto in una credenza e chiudine la porta sul collo del gatto con la testa al di fuori della credenza. Forza la bocca del gatto con un cucchiaino da dessert e lancia la pillola in fondo alla gola con un elastico.
12 - Prendi un cacciavite dal garage e rimetti a posto le cerniere dell'antina della credenza, applica delle garze fredde sulla guancia e controlla la data dell'ultima vaccinazione contro il tetano. Togliti la maglietta sporca di sangue e prendine una pulita dall'armadio.
13 - Chiudi scusa al tuo vicino per aver imprecato schiantandoti contro la recinzione nel tentativo di schivare il gatto.
14 - Chiama il 115 e chiedi ai pompieri di recuperare il gatto in cima all'albero di eucalipto.
15 - Prendi l'ultima pillola dal blister.
16 - Lega le zampe anteriori e posteriori del gatto con spago da giardino e legalo saldamente alla gamba del tavolo della cucina. Prendi i guanti pesanti da potatore, apri la bocca del gatto con una sbarra di ferro. Fai cadere la compressa, precedentemente nascosta in una pallina di hamburger crudo, nella bocca del gatto. Tieni la testa del gatto in verticale con il naso puntato verso il soffitto e versa mezzo bicchiere d'acqua nella bocca del gatto (e due di whisky nella tua).
17 - Chiedi al tuo assistente di portarti al pronto soccorso. Siedi tranquillo mentre il medico ti anestetizza e ti sutura le dita e le braccia, e rimuove i frammenti di pillola dal tuo occhio.
18 - Porta il gatto, insieme ad una generosa donazione, in un gattile, e...
... adotta un pesce rosso.

Chiunque viva con una qualsiasi delle care bestiole sopra descritte, sa che è vero!!!!
(grande Daniela, te l'ho rubata troppo volentieri!)

sabato 16 gennaio 2010

Jeffery Deaver - La strada delle croci


Ultima fatica di Deaver, anche stavolta senza il mitico Lincoln Rhyme, ma con l'esperta in cinesica applicata al delitto Katylin Dance.

Uno psicopatico pianta delle rozze croci lungo una hi-way, e alla base lascia sempre dei fiori in ricordo della vittima.
Anzi, sulla croce per essere certo che non ci siano dubbi mette anche la data del funesto evento. Solo che immancabilmente la data scritta è... il giorno dopo.
La caccia al serial killer porta la Dance a contatto con social network, blog, realtà virtuale (o mondi sintetici, come li chiama Deaver), e anche con le perversioni mentali che questo mondo nuovo a volte genera in alcuni individui.

Il libro è buono, come sempre, ma l'ho trovato meno intrigante di altri.
Rappresenta però parallelamente un buon metodo per conoscere il mondo dei Blog, degli universi virtuali, e la fauna che li popola.

Invece per godermi un buon thriller aspetterò il prossimo.

giovedì 7 gennaio 2010

Andrea Vitali - Pianoforte vendesi


Questo libretto di Vitali più che altro è un racconto.
Anzi, un raccontino con voglie di divertissement.

Il medico lecchese stavolta si cimenta a inventare un gioco di parole e di situazioni lungo una ottantina di pagine, sorretto dalla credenza popolare della ricomparsa degli spiriti nella notte dell'Epifania.
Ora, non so ma immagino che nel lecchese la cosa sia davvero così, anche se a me sembra che poi gli spiriti ricompaiano più tradizionalmente a Halloween o giù di lì.

Il giochetto letterario è simpatico, fa sorridere spesso e scorre via benissimo.
Ma a mio modesto parere non vale i soldi che l'editore chiede per il libretto.
Peccato, Andrea Vitali mi è sempre piaciuto molto, ma in queste mini-opere il buon Camilleri si è dimostrato di gran lunga più bravo di lui.
Speriamo torni presto con un'ambientazione sempre lecchese ma in un'opera di più ampio respiro, decisamente il suo terreno preferito.

martedì 5 gennaio 2010

Michael Connelly - La città buia

Nuova fatica per Connelly, nuova indagine per Harry Bosch, nuova cattiva pubblicità per l'FBI ed i suoi addetti, sembre più intenti a guardarsi ed a rimirarsi invece che a seguire le piste giuste.
O almeno così appaiono negli scritti di Connelly.
Hyeronimus Bosch, un detective che con un nome del genere non può essere "normale", viene reintegrato nella squadra rapine-omicidi di LA.
La sua squadra non è però quella delle rapine o degli omicidi semplici: loro trattano quelli che vengono classificati come hobby.
Chiaro, no? No, per niente: i casi di questa squadra sono quelli più complessi, nei quali sono implicati a vario titolo personalità note o nei quali ci sono complessità investigative che travalicano la competenza di un singolo distretto di polizia, e per queste motivazioni tendono a diventare indagini molto lunghe, minuziose e laboriose, nelle quali riversare molta pazienza e molto tempo: come negli hobbies, appunto.
Stavolta il morto è un medico, ma questi ha accesso a componenti radioattivi utilizzati in medicina oncologica; purtroppo, in quanto radioattivi, sono di notevole interesse anche per le formazioni terroristiche, e l'implicazione di queste ultime - dopo l'11 settembre - mette sempre in fibrillazione FBI e tutta la compagnia cantante segreta.
Nell'indagine per omicidio di Bosch irrompe così l'FBI, con l'immancabile ex (non era difficile, lui ne ha una collezione...) a calpestargli i piedi e a cercare di metterlo "fuori del caso".
Chi conosce Bosch (e Connelly) sa che non è così facile, e sa anche che l'FBI è destinata, una volta ancora, a fare la figura peggiore.
Libro molto veloce e intrigante (2 serate per oltre 300 pagine: non un record, ma un parametro sì) scritto bene e piuttosto verosimile.
Bravo, ancora una volta, a Connelly.
Un solo dubbio: che c'entra il titolo? Mah...